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IL FABLAB CATANIA È PARTE DELLA RETE INTERNAZIONALE DEL MIT

26/05/2018, 19:48

falcono, borsellino, catania,



Una-scalinata-per-volare-alti
Una-scalinata-per-volare-alti
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Una-scalinata-per-volare-alti
Una-scalinata-per-volare-alti


 Sapete che sono sempre affascinata da come nascono le idee e quando ne ho la possibilità approfondisco cosa spinge una persona, Sara in questo caso, a volere con forza realizzare la sua idea. Qui la motivazione è forte e va aldilà della sola soddisfa



Unascalinata per andare volare alti

Intervista di Carmen Russo a Sara Maricchiolo Professoressadel Liceo Artistico Emilio Greco di Catania.

Sapete che sono sempre affascinata da come nascono le idee equando ne ho la possibilità approfondisco cosa spinge una persona, Sara inquesto caso, a volere con forza realizzare la sua idea.    Qui la motivazione è forte    e va aldilà della sola soddisfazione personale (come leggerete alla finedell’articolo). Qui si tratta di affermare con forza e ad alta voce unprincipio: la mafia non vince! Qui si vuole coinvolgere i cittadini a nonvoltarsi dall’altra parte, a mantenere il pensiero concentrato e costante a dueuomini (ma per collegamento mentale immediato anche a tutti quelli che comeloro sono morti per mano della mafia) Falcone e Borsellino e tutti gli uominidelle scorte, che sono morti per il loro altro senso di giustizia.
E il nostro senso di giustizia? Non facciamolo morire mai.   Ecco la mia intervista a Sara Maricchiolo che ringrazio tanto per l’idea quanto per la sua incredibile voglia di fare. 

Sicuramente lei ha abbracciatoin pieno il nostro motto Maker Your Idea!


D. Sara grazie per questa intervista, ci racconti come nasce il progetto?


L’idea è nata un po’ per caso.Aggiornandomi continuamente sulleultime tendenze della street-art ho infatti notato che in molte parti del mondostava fiorendo questa tendenza di dipingere le scalinate con effetti davvero suggestivi.Così ho iniziato a pensare chesposare questo effetto pittorico con un messaggio sociale forte per i cittadini,sarebbe diventato molto significativo ed avrebbe conferito grande"spessore" artistico e sociale al messaggio stesso.  Ho allora individuato il luogo diCatania a mio parere più consono a questo intento: quale luogo più adatto dellascalinata del palazzo di giustizia?Un modo per ricordare e celebrare i nostri eroi, uomini chehanno dato la vita per la Sicilia: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

 D. chi ha contribuito a realizzare questo progetto?  


 Ne ho parlato con una mia "super"collega la prof.ssa Veronica Zappalae lei ha subito sposato l’idea aggiungendo un contributo fondamentale per letecniche da utilizzare ed il messaggio da dare. A questo punto il passaggiosuccessivo era quello di esporre il progetto al preside Antonio Massimino il quale...come al solito... ci ha immediatamentedato carta bianca: aule a disposizione, orario rimodulato secondo le esigenze,sostegno morale!Approvato il progetto dal collegio docenti a marzo, hocontattato la dott.ssa Ragazzi con la quale avevamo già collaborato in passatoper la realizzazione della bellissima tela dedicata alle vittime "minori" dimafia ancora visibile all’interno del tribunale di Catania. Avuti i contattidel presidente ANM (Associazione Nazionale Magistrati) il giudice Antonio Nicastro abbiamo esposto ilprogetto e l’associazione si è messa con entusiasmo a disposizione per leautorizzazioni, le spese dei materiali e quant’altro. Hanno lavorato alprogetto le alunne: Simona Sacco,Valeria Torrisi, Agata Purtrino, Sofia Arena, Peo Callozzo e Federica Massiminoinoltre hanno collaborato RaffaellaBartolini, Gaia Vallone, Angela Boemi. Un contributo fondamentale èarrivato anche dalla piccola " mano" di Roberta Ines Fazzino a testimonianza del grande senso dipartecipazione e condivisione di tutto il progetto. 

D. Un progetto di questa portata nonpuò non aver incontrato difficoltà. Quali problemi avete affrontato durante larealizzazione? 


 Le prime preoccupazioni arrivanodopo il rilevamento metrico e fotografico.ci rendiamo infatti conto che lascalinata è molto più grande rispetto alla nostra previsione ma non ci perdiamod’animo e con un po’ di incoscienza ed un pizzico di follia progettiamo undipinto removibile in pannelli di cartonpane dipinti in acrilico. Le quantità diventavano sempre piugrandi e noi ci sentivamo sempre più piccoli rispetto alla mole di lavoro dafare.  Il messaggio da dare era chiaro Una scalinata per andare verso l’alto e guardarecon disprezzo chi ha agito ed agisce irrispettosamente nei confronti dellalegalità.Una scalinata per ricordare a tuttiche Giovanni Falcone è morto per tutti noi, lasciandoci un esempio che dobbiamotramandare ai nostri figli. Ecco l’immagine più bella dei nostri eroi inseritanel simbolo delle nostre fondamenta: la bandiera italiana un simbolo di ascesaverso la giustizia. 

D. Puoi darci qualche informazione tecnica?


Certo! Il lavoro consisteva nel realizzare 60 pannelli da 1 metro x 70cm da preparare con una base per la pittura acrilica. Bozzetto e prove di colore il sabato e la domenica disegno preparatorio prime campiture di colore con sei diverse gradazioni di grigio oltre il bianco ed il nero. La collega solo per fare la mappa con i codici della scalinata un scala ha impiegato 1 ora: era una vera e propria battaglia navale: abbiamo suddiviso la scalinata a metà, F significava Falcone B..Borsellino, poi i numeri dei gradini e quelli dei pannelli, ben 312 da far tagliare da 70 x 15 misura dell’alzata del gradino... insomma un lavoro da far ammattire.

D. Sara quali emozioni puoi raccontare?


Man mano che il progetto prende forma ci siamo resi conto della ricaduta sulla città e ciò ci ha reso ancora più ansiosi ma motivati. 
All’inizio di maggio non ce più tempo da perdere: a scuola ci dedichiamo solo a questo progetto, ci si lavora anche nei pomeriggi, il sabato e per le vacanze, anche le ragazze accantonano tutto. 
Facciamo squadra, ci sono momenti goliardici e momenti di tensione ma si lavora con gioia.
Effettuata la prova generale sul tetto della scuola siamo pronti: il 22 si monta!

D. E finalmente siamo al giorno fatidico in cui avete creato l’installazione


Appuntamento ore 15 45 al tribunale, ore 16.15 arriva il primo grande problema: alcune altezze dei pannelli sono leggermente maggiori rispetto ai gradini più erosi dunque impossibile da montare!
Dopo un attimo di panico corriamo dal nostro amico Francesco della legatoria che in un’ora circa risolve il problema ritagliando di mezzo cm più di 200 pannelli. Adesso si comincia davvero a montare. 0re 17: tra scotch biadesivo e chiodini da piantare nelle fughe della pietra lavica lavoriamo inginocchiati per ore ed alle 20.30 la scalinata si può ammirare in tutto il suo splendore.  
È necessario solo rinforzare il tutto ed alle 22 io e la collega lasciamo per ultime il tribunale con una stanchezza infinita ma la commozione nei nostri occhi.  
Ma ovviamente gli imprevisti non finiscono: più grande è il lavoro più sono i problemi è così durante la notte la pioggia fa staccare molti pannelli. La mattina del 23 appuntamento al tribunale alle 7.30 ed eccoci a sistemare per fissare in maniera più duratura i pannelli: ci vogliono altre 5 ore! Finalmente alle 16.30 conferenza al tribunale in memoria del giudice Falcone: siamo lì tutti ben vestiti, senza tracce di sudore e colore riceviamo un applauso ed i complimenti pubblici che regalano forza e gioia a tutta la nostra squadra. Liceo artistico Emilio Greco su tutti i giornali, sui social, migliaia di condivisioni delle foto, in molti scelgono la "nostra" scalinata come copertina del profilo Facebook: un boom di consensi commovente.

D. quindi un grande successo personale e professionale


Sì. Ma la nostra vittoria più grande è vedere l’emozione di chi guarda, nessuno passa senza fermarsi, nessuno può passare da lì senza dedicare un pensiero e forse una preghiera ai nostri eroi. Ma non è finita nemmeno per le gratificazioni, ciliegina della torta, arriva la richiesta ufficiale di rendere l’opera un’installazione permanente!
È infinita la soddisfazione di noi tutti: noi che abbiamo creduto in una folle idea e siamo riusciti a farla diventare una concreta realtà!

Tutto questo è stato possibile grazie al Dirigente Scolastico Antonio Massimino ed il suo team in particolare la vicepreside prof.ssa M. Rosaria Leotta e il DSGA Bruno Lunares.

Le immagini sono state concesse  all’uso per il presente blog dalla prof. Sara Maricchiolo




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